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I.I.S. "Publio Elio Adriano" Tivoli

Assemblea sindacale online UNICOBAS SCUOLA

Unicobas Scuola & Università: 9 NOVEMBRE 2023 h. 14.30 – h. 19.30, ASSEMBLEA
SINDACALE SCUOLA ON-LINE. PER PARTECIPARE ISCRIVERSI al Canale You Tube
dell’Unicobas e seguirla. Non c’è limite di partecipazione. Le domande vanno poste via chat:
risponderemo nell’ultima ora dell’assemblea. Chiedere l’attestato di partecipazione a:
segreteria.nazionale@unicobas.org
Odg: 1) REGIONALIZZAZOINE DELLA SCUOLA: FRAMMENTAZIONE DEL SISTEMA
DELL’ISTRUZIONE. “SENZA SE E SENZA MA” CONTRO IL DDL CALDEROLI
SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA a tutto vantaggio delle regioni più ricche. Il risultato?
Anche la creazione di ruoli regionali e gabbie salariali, con differenziazione stipendiale. Nonché
l’istituzionalizzazione delle disuguaglianze tra Nord e Sud e di programmi differenziati.
2) COMMENTO AL CONTRATTO NAZIONALE 2019/21 firmato questa estate.
– QUALE “MERITO”? “Non c’è ingiustizia più grande che fare parti uguali fra diversi” (Don
Milani): continua la prassi ormai in uso da anni di firmare in forte ritardo il contratto di lavoro; si
continua a risparmiare sulla pelle dei lavoratori della scuola, incrementando le mansioni nei vari
profili, precarizzando figure fondamentali ma a fronte di risibili aumenti!
– Non c’è propria nulla da festeggiare in questo contratto. Il riconoscimento economico pattuito è
offensivo e ci tiene ancora molto lontani dalla media europea, anzi ribadisce l’impoverimento
progressivo dei salari dei lavoratori della scuola. Al contrario di quanto dichiarato da altre sigle
sindacali con toni trionfalistici, NON È AVVENUTO UN AUTENTICO RECUPERO DEGLI
ARRETRATI. Negli “aumenti” è stato conteggiata la rata di DICEMBRE 2022 E IL
CONTENTINO DATO QUESTA ESTATE È AMPIAMENTE INADEGUATO PERSINO
RISPETTO ALL’INFLAZIONE (DICHIARATA E REALE – che è maggiore).
– Per noi si deve arrivare a 1.000 euro (docenti) e 550 euro (ata) di aumento netti, agganciando gli
stipendi della scuola almeno ai livelli intermedi (Spagna) relativi alla media retributiva europea
(ove invece siamo gli ultimi). Portare la retribuzione dei docenti all’ottavo livello (quello dei vecchi
presidi), come è stato fatto per i Dsga (che hanno lo stesso titolo d’ingresso dei docenti: la laurea).
– Si persegue il progetto di frammentare e spezzettare la categoria dei lavoratori, importando nella
scuola procedure e sistemi organizzativi tipici del mondo aziendale. Si creano così figure ad
hoc come quella del collaboratore scolastico “esperto” o del docente tutor o orientatore e con la
messa a sistema delle figure del coordinatore di classe e di dipartimento, con un ruolo manageriale
sul modello aziendale (che noi non riteniamo plausibile).
– Si ricontrattualizza la DDI su piattaforme private e non dedicate e ben poche garanzie giuridiche e
d’orario né riconoscimenti stipendiali. Un regime che ha tagliato fuori il 33% degli studenti.
– NO all’aggiornamento obbligatorio e di regime statuito dal Ministero e dai dirigenti scolastici e
NO alle 25 ore di aggiornamento obbligatorio sul sostegno per tutti i docenti: saranno aggiuntive
rispetto all’orario di servizio e non retribuite se non imporremo che rientrino nelle 40 ore. NO alla
sottrazione di ore curricolari per l’orientamento.
3) Commento ai disegni di legge di “Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale” e
di “Revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento delle studentesse e degli
studenti” approvati il 18 settembre dal Consiglio dei Ministri.
4) Scuola e digitalizzazione 4.0. Rischi e opportunità. No alla dittatura dei padroni del web!
“Digitalizzazione”, ma solo come strumento per lo sviluppo del sapere critico!
5) CHIEDIAMO (PIATTAFORMA NAZIONALE UNICOBAS):
*Precariato: doppio canale di reclutamento per il 50% delle nuove assunzioni, col conteggio di
tutti gli anni di servizio e delle abilitazioni già conseguite (onde evitare più concorsi).
*Copertura vuoti d’organico Ata: assunzione di 30mila collaboratori scolastici e 30mila fra
personale di segreteria e tecnici.
*Stabilizzazione degli specializzati (e, se necessario, degli specializzandi) di sostegno ed
istituzione di una classe di concorso specifica.
*Diciamo NO alla riduzione dell’importo della carta del docente ad € 374 nel 2028.
*Il PERSONALE EDUCATIVO, va equiparato ai docenti della Primaria.
*ESTINZIONE IMMEDIATA DELLA TRUFFA SUL SERVIZIO PRESTATO CONTRO
GLI ATA EX EELL, dopo ben 10 sentenze favorevoli della Suprema Corte di Strasburgo.
*Per una VERA BUONA SCUOLA: contratto specifico per l’istruzione (per Docenti ed Ata)
fuori dai diktat del DLvo 29/93 che impedisce aumenti superiori al tasso di inflazione
“programmato” (cosa che, riducendo progressivamente il nostro potere d’acquisto, ci ha fatto
diventare i peggio retribuiti della Ue). Rielezione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
(Cspi), già rimandata dal 2020 al 2024, nel quale assorbire l’ambito disciplinare e dei contenziosi.
Ricalcolo della rappresentatività sindacale con queste elezioni di categoria a suffragio universale
con diritto di assemblea in orario di servizio per tutte le sigle.
6) NO INVALSI E PCTO ● I ridicoli test standardizzati INVALSI pretenderebbero di “valutare”. L’
“ansia della prestazione” porta i docenti al famigerato “teaching to test” ● I PCTO sono fucina di
impiego strumentale e di incidenti (4 mortali) per gli studenti.
7) CANCELLAZIONE INTEGRALE DELL’ACCORDO CHE RIDUCE IL DIRITTO DI
SCIOPERO obbligando al servizio un contingente Ata.
8) Assegnazione di cattedre stabili a tutto l’organico potenziato (le supplenze devono andare ai
precari).
9) NO alla politica cobelligerante, ai mancati interventi contro l’inflazione ed all’aumento
incontrollato dei costi dell’energia. Gli investimenti per nuove spese militari stanno determinando la
definitiva marginalizzazione dell’istruzione e della sanità. L’80% degli istituti italiani (mense
comprese) è fuori norma su igiene e sicurezza, ma il PNRR (220 miliardi – 86 a fondo perduto)
stanzia molto meno dei 13 miliardi necessari.
10) PRESIDE ELETTIVO come nelle Università.

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